Home e comunicarono tutti... felici e contenti Attento a chi affidi la comunicazione: potresti ritrovarti come Hamelin col pifferaio magico!

Attento a chi affidi la comunicazione: potresti ritrovarti come Hamelin col pifferaio magico!

by Simona

Chi rompe paga… e i cocci sono suoi, secondo un famoso proverbio.

Con la tua comunicazione, però, non succede sempre così, perché se ti affidi a un professionista o a un’agenzia disonesti (o poco trasparenti) poi sarai comunque tu a dover raccogliere i cocci. Magari avrai solo perso tempo, o forse anche soldi, ma ancora più spaventosamente potresti aver perso delle opportunità di business.

Per questo, per quanto sia in gamba la realtà a cui hai deciso di dare un incarico che riguarda le tue attività di comunicazione, dovresti sempre tenere monitorato ciò che fanno: che si tratti di freelance come me, copywriter o altre figure, oppure realtà più strutturate.

 

Il rischio che corri, se non tieni sotto osservazione le loro attività, è di ritrovarti come i cittadini di Hamelin… ti ricordi cosa successe loro col pifferaio magico?

Magari è passato del tempo da quando hai letto questa fiaba, quindi voglio riassumertela qui di seguito.

 

Eccola:

Un tempo la città di Hamelin, in Germania, era popolata da cittadini molto avari che, a un certo punto, si trovarono a far fronte a un grave problema: un’invasione di topi. Questi animali, a poco a poco, avevano occupato ogni luogo e poiché i cittadini non volevano acquistare e mantenere dei gatti (perché costava troppo!) ogni casa, in ogni angolo, era popolata di topi e quando gli abitanti andavano per strada spesso incontravano dei piccoli quattrozampe che squittivano sui marciapiedi e lungo le vie. Nessuno, nemmeno il sindaco, aveva trovato una soluzione e i pochi gatti randagi della città erano stati messi in fuga dai topi.

 

Un giorno si presentò in città un ometto minuto che chiese di parlare con il sindaco e gli propose uno scambio: “Vi libererò di tutti i topi!” promise, “In cambio mi darete 1000 monete d’oro”.

Esasperato da tutti i topi e dai cittadini che si lamentavano, anche se si trattava di un sacco di soldi il sindaco accettò la proposta. Subito dopo lo sconosciuto sfilò dalla tasca un piffero e, prendendo il respiro, iniziò a suonarlo.

Subito i topi che erano nell’ufficio del sindaco alzarono la testa per ascoltarlo. Poi l’uomo si incamminò fuori e gli animali gli andarono dietro.

Ben presto tutti i topi della città si misero a seguirlo, aveva una lunga fila di animaletti dietro di sé. Giunto al fiume, proseguì a camminare mentre i topi, pur di non perderlo, cominciarono a nuotare. Poi il suono del piffero si zittì e tutti i topi, ormai in mezzo all’acqua, annegarono.

Il pifferaio uscì dal fiume e, scrollatosi l’acqua di dosso, reinfilò il piffero in tasca e si presentò dal sindaco per essere pagato.

Ma costui, che era avaro come i suoi cittadini, lo schernì.

 

“Ah, ah, ah! Ma cosa vuoi? Davvero pretendi 1000 monete d’oro per aver suonato nemmeno per mezz’ora? Non se ne parla proprio!”

Allora il pifferaio chiese se quella fosse l’opinione dell’intera città e il sindaco, sicuro di sé, si affacciò al balcone del municipio. E così, a tutti gli abitanti lì riuniti per osservare i topi che se ne andavano, domandò direttamente: “Il pifferaio vuole 1000 monete d’oro per essersi portato via i topi… Io gli ho detto che sono troppe per aver suonato un piffero per nemmeno mezz’ora, siete d’accordo?”

Molti risero, gli altri proclamarono a gran voce che il pifferaio per così poco non doveva avere proprio nulla.

Lo sconosciuto, allora, per tutta risposta esclamò: “Ve ne pentirete… vi pentirete di non aver pagato un giusto compenso!”

 

Così si rimise a suonare, eseguendo una dolce melodia. Poco dopo, uno dopo l’altro, oltre 130 bambini uscirono dalle case della città, come ipnotizzati.

Mentre mamme e papà con un cupo presentimento cercavano di trattenerli, i bambini continuarono però a muoversi e si misero a seguire il pifferaio che, nel frattempo, aveva ripreso a camminare.

Ben presto giunsero nei pressi della montagna vicina alla città e, mentre i genitori e il resto dei cittadini si abbandonavano alla disperazione, la montagna si aprì e tutti i bambini seguirono il pifferaio dentro di essa.

Di loro non si seppe più nulla.

 

Se perdi il controllo della tua comunicazione e non provvedi nemmeno a tenerla monitorata, e non insisti per avere informazioni da chi se ne deve occupare, rischi che succeda ciò che è avvenuto ad Hamelin: invece devi sempre sapere cosa succede con la tua comunicazione!

 

Come copywriter professionista mi capita, con alcuni clienti, che mi venga data una fiducia totale e che poi diventi difficile essere ascoltata per pianificare insieme i passi successivi.

Apprezzo chi si affida a me “chiavi in mano”, ma per me è importante che anche tu, come cliente, mi dia dei dati per migliorare sempre più i tuoi testi, soprattutto quando si tratta di produrre contenuti in via continuativa, per un blog o sito, per i social network, per l’ufficio stampa. Fondamentale, per esempio, è l’apporto del tuo ufficio commerciale e dell’assistenza clienti, in qualunque forma essa venga svolta (con i social o con un call center, per esempio), perché a volte è dalle parole che i tuoi clienti usano per lamentarsi dei tuoi prodotti e servizi che a volte posso trarre il giusto spunto per creare contenuti sempre migliori per te. Il mio lavoro è spesso un lavoro in piena evoluzione e di continuo miglioramento.

Anche se hai un professionista affidabile e onesto, e un’agenzia che sa il fatto suo, non tralasciare di scambiare con loro certe preziose informazioni.

 

Se ti è piaciuto questo articolo e se cerchi un copywriter per sviluppare i tuoi contenuti puoi contattarmi come specificato sul sito, in ogni caso continua a seguirmi e a ricevere gli aggiornamenti con un “mi piace” alla mia pagina Facebook Simona Cremonini copywriter ed editor.

Sono convinta che prima o poi sospirerai rendendoti conto che comunicarono tutti… felici e contenti!

 

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